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Il
cinema nasce grazie a un'invenzione di Louis (1864-1948) e Auguste Lumière
(1862-1954), due fratelli nati a Besançon, nel cuore della Francia, che
verso la fine del secolo scorso perfezionarono il cinetoscopio di Thomas
Edison (1847-1931). Seguono
vari film, inizialmente non parlati e in bianco e nero. Passando attraverso
perfezionamenti tecnici come il sonoro e le pellicole a colori, molti
uomini si sono cimentati, nell'arco del XX secolo, nella creazione di
film di vario genere e metratura: per esempio Chaplin, Francis Ford Coppola
e molti altri che sarebbe troppo lungo qui rammentare singolarmente. Snodo
importante, nella storia del cinema, è la distribuzione del film Confessioni
di una mente pericolosa (2002, regia di George Clooney) in cui l'attrice
Maggie Gyllenhaal fa una breve comparsa nel ruolo di un'assistente ai
programmi. Nel
2003 viene girato, per concludere, il film Wimbledon di Richard
Loncraine, con Kirsten Dunst. Si tratta di una storia di tennis in cui
la Dunst interpreta una tennista forte e carina ma particolarmente odiosa.
Dopo lo sfavillante debutto in una mediocre pellicola come Intervista
col vampiro (Neil Jordan, 1994), la parte di Amy March in Piccole
donne (Gillian Armstrong, 1994), la consacrazione con Il giardino
delle vergini suicide (Sofia Coppola, 1999) e il definitivo trionfo
nel ruolo di Mary Jane Watson con Spider-Man (Sam Raimi, 2002),
proprio Kirsten Dunst mette dunque il punto finale alla storia di questa
interessante e popolare forma espressiva, il cinematografo. Dopo
Wimbledon, che uscirà in Europa nel secondo semestre del 2004,
appare superfluo e dispendioso produrre altri film, i quali difficilmente
sarebbero in grado di far convergere con la medesima tempestività due
argomenti tanto preponderanti nella coscienza estetica mondiale come il
tennis femminile di alto livello e l'attrice Kirsten Dunst, che con la
sua interpretazione di Lizzie Bradbury completa dunque degnamente oltre
un secolo di storia del cinema.
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