Francesco Zardo – I cuori infranti 

30.1.2004

 

I bambini ci guardano  

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I cuori infranti

Crisi delle coppie. Per quanto mi riguarda sono obbligato dal mio nuovo lavoro a vedere il Grande Fratello, come molti miei lettori sanno, e molto più spesso di quanto vorrei devo assistere ai teatrini di un padre e una figlia che sono rinchiusi insieme negli alloggi di Cinecittà insieme a tutta quella gioventù spensierata e cazzarona. Si tratta di una coppia padre-figlia che meriterebbe di essere rinchiusa nel tugurio per sempre, buttando via la chiave: putroppo invece usciranno riprendendo a fare danni per il mondo esterno, come del resto la maggioranza di tutti i partecipanti a questa trasmissione. Ma non è giusto sputare nel piatto dove mangio: viva il Grande Fratello numero 4, contenti? Nel frattempo, a proposito di padri e figli, ricevo una lettera piuttosto peculiare rispetto alle mie solite. Qui abbiamo a che fare con una famiglia vera, e un signore che mi sembra abbia bisogno di una risposta urgente: è la prima volta che mi scrivono per un problema di questo tipo. Sentiamo che cosa ci racconta Leonardo, da una località imprecisata

Ciao,
ho 41 anni, mia moglie 42, siamo sposati dal 1988. Da molti anni lei mi diceva di sentirsi sentimentalmente trascurata. È molto possessiva e pretende molte attenzioni.
Circa due mesi fa ha ceduto agli insistenti inviti di un corteggiatore ed è uscita una sera con lui. È stato l'inizio della fine. Lei mi ha subito messo al corrente della faccenda e io, lentamente ma inesorabilmente, sono cambiato: le inviavo ogni giorno messaggi d'amore col telefonino, le ho scritto lettere d'amore, ho avuto attenzioni di ogni tipo per lei. Volevo riconquistarla a ogni costo. Lei mi ha sempre risposto che era troppo tardi: non serviva perché ormai non apprezzava quello che facevo.
Lei ha continuato a vedere il tipo ma, pur essendo innamorata di lui e lui di lei, era frenata dai suoi principi morali. Abbiamo due figli e lei non li lascerebbe mai. Io ho cominciato a spingere perchè facesse una scelta: me e i figli oppure lui. Io sarei andato via e avrei chiesto alla figlia femmina di venire con me. Lei mi ha chiesto qualche giorno per decidere e poi ha scelto lui. Mi ha detto che non vuole che io vada via di casa, ma che stia lì per i figli e che potremo andare d'accordo ugualmente. Mi ha detto che non farà mai l'amore con lui fino a quando io sarò lì e che la sua felicità viene dopo i figli. È una donna fantastica, non fisicamente ma moralmente: io l'amo perdutamente ma me la sono lasciata portare via. Sono disperato: loro si vedono tutti i giorni mezz'ora, un'ora, non so dove e non so che cosa fanno, ma stanno bene insieme.
Soffro tantissimo quando so che si vedono, ma ormai non me la sento più di porle altri ultimatum.
Ora devo decidere se andare o no. Se chiedere a mia figlia di 14 anni di seguirmi – il maschio ne ha dieci, ed è attaccatissimo alla madre. Vorrei spiegare tutto a mia figlia ma ho paura che lei interpreti la storia come se la colpa fosse della mamma, che è andata con un altro e poi le si metta contro. Questo mia moglie non me lo perdonerebbe, lei mi ha chiesto di non dire nulla ai ragazzi, anche se loro hanno visto e sentito piccoli brani di interminabili discussioni, sanno che c'è qualcosa, non hanno il coraggio di chiedere.
Non so cosa fare, vorrei farla tornare indietro con l'aiuto dei figli: la mia speranza è che mia figlia dica «Sì papà vengo con te» per poi sfruttare questo vantaggio e indurla a ripensarci. Ma lo vedo come un gioco sporco nei confronti di mia moglie e di mia figlia, che mi sembra di usare come un oggetto, mentre io le voglio un gran bene.
Un'altra speranza potrebbe essere che i figli facciano pressione su di lei per non lasciarmi andar via. E io potrei riproporre il ricatto, o me o lui. Ma mi sento vigliacco...
Avete un consiglio per me? Grazie,
Leonardo

Attiriamoci un po' di maledizioni femministe e postfemministe, Leonardo. A giudicare dalla tua lettera (e devo per forza giudicarti da quest'ultima) tua moglie non ti merita. Mi chiedi consiglio, ma la tua analisi della situazione mi sembra lucida, e quindi consigli non vorrei dartene perché secondo me, se trovi un attimo di calma, saprai prendere la decisione migliore, anche in un momento critico come questo è. È apprezzabile che ti concentri sul bene dei ragazzi. Una ragazzina di 14 anni è ancora una bambina, per tantissime cose, e non si merita di essere coinvolta in discorsi che io stesso, a 34 anni suonati, giudico più grandi di me. Però voglio dare lo stesso uno sguardo nella mia boccia di vetro e fare una previsione: loro si stuferanno, caro Leonardo, è solo questione di tempo. Commetti una leggerezza nell'essere tanto sicuro che loro siano "innamorati", che "stanno bene insieme". Non è vero: si tratta di un'illusione destinata a spegnersi, generata probabilmente dal fatto che tua moglie ha visto troppe puntate di Vivere o Un posto al sole: nel bovarismo moderno la cattiva televisione ha sostituito la cattiva letteratura, ed era, tutto sommato, meglio la prima. Lascia perdere gli Sms e le lettere d'amore, questa sua relazione è un fuoco di paglia destinato a spegnersi da sé. Più che altro, in questa situazione, magari non te ne accorgi, ma lei finirà per spegnere l'amore che tu provi per lei. Forse a un certo punto una donna che ti fa soffrire non la vorrai più, e forse sarà una delusione per te maggiore di quella che ti ha dato nell'accettare di uscire con un altro uomo, cosa che le persone sposate, in linea di massima, non dovrebbero fare. Un consiglio te lo do lo stesso: secondo me tu hai bisogno di un po' d'aria. Stare cioè per qualche momento lontano da lei, dalla famiglia e da questa situazione, per riflettere con distacco sul da farsi. Spiegalo a tua moglie con franchezza e se puoi fai un viaggetto per conto tuo, senza telefonare, cercando di fare una cosa che ti piace fare, o di ritrovare una cosa che ti piaceva fare prima di conoscerla. Non parlo dunque di Sharm el Sheik o Caraibi, ma magari un posto più vicino, purché tu possa serenamente ritrovare te stesso. Ai ragazzi direte che papà è in viaggio d'affari: solo dopo cinque o sei giorni prendi un respiro e ripensa alla situazione. Avrai tutto più chiaro e prenderai la decisione giusta. Se poi ancora sentirai d'impazzire, parlane con un buon avvocato, può far bene anche questo.
Tienimi al corrente, sono al tuo fianco,
F.Z.