Francesco Zardo – I cuori infranti 

26.11.2003

 

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I cuori infranti

Si è già parlato del passaggio di brividi che può essere suscitato da una corrispondenza tramite Internet. Ed ecco che, a tale proposito, mi scrive una lettrice, da una località non specificata: ma il dove non ha poi tanta importanza nello sterminato villaggio globale del www, dico bene?

È da un po' di tempo – mi scrive Carla – che parlo con un ragazzo tramite e-mail, e lui mi piace parecchio!
Esco da una relazione importante e sono contenta perchè non credevo di riuscire a mettermi in discussione e in gioco dopo poco tempo! Eppure, caro Francesco, lui mi ha chiaramente detto (una volta che io scherzosamente gli ho scritto "Che fai? Mi seduci e mi abbandoni?") che se avesse voluto sedurmi ci saremmo incontrati da un pezzo!
Anche se ci sentiamo più volte al giorno, e se mi dice che sono una bellissima persona e tutto il resto, sembra che con questa frase si sia definitivamente messo al riparo da qualsiasi coinvolgimento! È la prima volta che mi piace una persona che non ho mai visto, e conosco solo su Internet, ma penso che tra di noi si siano comunque create una affinità e una complicità rare. E lui mi piace molto proprio come persona!
Che mi consigli Fra'

Cara Carla,
la signora che ogni mercoledì viene qui a sistemarmi casa e a rimuovere i quintali d'immondizia che riesco ad accumulare in una settimana è appena uscita dopo aver tirato tutto a lucido, lasciando come traccia del suo intervento un penetrante odore di formaldeide. Si tratta di un odore che posso descriverti per posta, ma non farti sentire: soltanto venendo materialmente a pranzo qui (è l'una meno un quarto, cioè ora di mettersi ai fornelli, dato che è il mio giorno libero e non intendo mangiare porcherie del bar) potresti sperimentarne di fatto l'acrezza. D'altro canto potrei omettere il particolare dell'odore di formaldeide e parlarti solo, per inciso, della minestrina coi grattini che mi accingo a preparare e, in una giornata umida e piovosa, perlomeno a me appare un concetto invitante e seduttivo. Stop alla formaldeide, insomma, avanti coi grattini. Così funzionano queste corrispondenze, mi vedo costretto a metterti in guardia. I nostri cinque sensi (vista, olfatto, udito, ecc.) sono in grado di darci, spesso al di là della nostra consapevolezza, centinaia di migliaia di informazioni al secondo su quello che ci circonda e, all'occorrenza, su una persona che si avvicina a noi. Di norma è in base a queste informazioni che, consapevolmente o no, siamo in grado di decidere se, a torto o a ragione, tale persona ci piace (addirittura "parecchio" come tu dichiari).
Una corrispondenza, per quanto fitta, consta di un filato diacronico di stanghette, occhielli e puntini (caratteri e segni di interpunzione) che in nessun modo può sostituirsi all'uso dei cinque sensi, proprio perché la scrittura dev'essere selettiva e censurare 999.999 informazioni su quel milione che la nostra percezione ci trasmette a ogni pie' sospinto.
Dove voglio arrivare? A metterti in guardia, mia cara, dalle 999.999 supplenze cui la nostra immaginazione ci sottomette. In altre parole, se due persone si scrivono senza essersi mai visti prima, e loro psicologicamente indispensabile riempire gli spazi vuoti che la scrittura è obbligata a censurare. Quindi se io non ti avessi descritto l'odore di formaldeide che mi sta facendo ammattire, il tuo istinto avrebbe collocato dentro casa mia un profumo di gelsomino, mentre ti scrivo pensando un po' a te un po' ai grattini. Perché? Perché è così che funziona la letteratura, e meno male: a tutto quello che è descritto in un buon libro, in una lettera, in un'e-mail, per quanto particolareggiato, è impossibile non sottoporre la nostra immaginazione. Quest'ultima va a colorare gli spazi bianchi e, per nostro istinto, li colora come piace a noi. Per quanto riguarda la letteratura si tratta di un punto di forza, che spinge ancora tante persone a comprare e leggere un libro piuttosto che affittare un energico Dvd (tipo Hulk, che potrebbe succedere, nel mio giorno libero, ai grattini). Ma nella vita reale questa nostra tendenza a colorare gli spazi bianchi come piace alla nostra immaginazione può premettersi a una delusione, ed è per questa ragione che ti metto in guardia. Più che interrogarti sulla sua frase circa la seduzione, ti invito a riflettere su che cosa ti piaccia di quest'uomo. Secondo me ti mancano ancora 999.999.999 informazioni per dire che ti piace. Sono 999.999.999 particolari che lui ha necessariamente omesso e che tu hai immesso nella vostra corrispondenza. E ci hai messo, funziona così, le cose migliori che la tua fantasia e la tua memoria fossero in grado di produrre.
Come sono vestito io mentre rispondo alla tua lettera? Come t'immagini che io lo sia. Mi sono fatto la barba o no? Come a te piace. Ho un pezzetto di verdura incastrato fra gli incisivi? Certo che no. Mi sto mettendo le dita nel naso? Certo che no. Sono un nazista grassone con le stesse mutande di una settimana fa, dieci riviste porno sparse sul pavimento e rospi congelati nel frigo? Certo che no: sono... Dimmelo tu chi sono.
Ti esorto non al pessimismo, insomma, ma alla prudenza: con il cuore non si scherza, perché il nostro cuore c'inganna, specie se ammaccato da una relazione spentasi da poco. C'è una probabilità su 999.999.999, del resto, che tu abbia colorato gli spazi lasciati bianchi dalla vostra corrispondenza in maniera perfettamente fedele alla realtà che circonda il tuo amico di penna (pardon, di tastiera). Normalmente la verità sta nel mezzo: probabilmente non è un nazista grassone, ecc., ma nemmeno è fico come D'Artagnan, David Beckham, Tom Hanks, o non so come sia l'uomo dei tuoi sogni, insomma. Figurati che io m'immagino tutte le lettrici che mi scrivono esattamente come Kirsten Dunst. Se sei come Kirsten riscrivimi. Se no riscrivimi lo stesso, che scherzo, e fammi sapere come vanno avanti le cose.

Muchos besos, vado a fa' i grattini,

Fz