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I cuori infranti
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I cuori infranti riapre i battenti, insieme con zardo.org,
dopo qualche mese di sospensione degli aggiornamenti, dovuta a una serie
di circostanze che sarebbe noioso per me elencare e noiosissimo leggere
per voi, cari lettori, per quanto avidi di particolari biografici sulla
vita incredibilmente avventurosa di Za'. Fra tutte le sezioni del sito è
proprio questa quella che ho faticato di più a non aggiornare. Non è che
io riceva migliaia di lettere al giorno, ma di tutte quelle che ricevo sono
proprio queste le più bisognose di una risposta e quelle rispetto alle quali
trovo più penoso non rispondere seduto al tavolo del black jack al casinò
di Venezia con Kirsten Dunst. Andiamo dunque, con un altro carico di pene
d'amore, bentornati a voi, cari lettori, bentornati ai vostri cuori spezzati.
Caro Francesco,
mi sono messo a cercare in internet "cuori infranti" perché è in questa
situazione che mi trovo, e sono capitato qua. forse non è più aggiornato
questo sito, non so, cmq io scrivo...
Sono passati oramai sette anni e mezzo da quando la conobbi, io 22 lei
17: io nel pieno della mia giovinezza spensierata, una storia come un'altra...
Ho sempre avuto molte ragazze nella mia vita, ero giovane, loro erano
giovani... Sai, quelle storielle, più o meno intense, ma le donne, per
la mia esperienza, si innamorano presto, molto prima di noi, e quando
incontravano uno come me che dopo qualche mese le piantava piangevano,
piangevano, e mi dicevano "prima o poi succederà anche a te, e capirai
cosa significa..."
Bene caro Francesco, è successo! Solo che mi è successo a 29 anni, e con
l'unica ragazza che abbia mai amato e con la quale mi sia mai lasciato
andare... Te la farò breve: è sempre stato un rapporto difficile, sin
dall'inizio, lei troppo giovane, io troppo pieno di me. Lei pian piano
mi ha placato, mi ha addomesticato in un certo senso e mi sono trovato
ad amarla come me stesso [...]
Poi, d'un tratto - e scusa caro lettore se faccio qualche taglio - i due
si mollano...
L'ho trattata male Francesco, e questa è la cosa che più mi fa soffrire,
la consapevolezza del fatto che è stata colpa mia... Lei questa sera ha
detto "Mi hai nauseato oramai" [...]. Io le ho detto tutto, che ho capito,
che l'amo, che non voglio che finisca così, che sarebbe un errore, mi
sono aperto completamente a lei, non è stata impassibile, si vede, l'ho
messa in crisi (anche volutamente, ho cercato di toccare dei tasti particolari,
le voglio troppo bene per perderla) e stasera che siamo usciti ci siamo
anche baciati molto intensamente... Ma in tutta la serata c'è stato un
filo conduttore: io che parlo, lei che ascolta. Si vede chiaramente che
anche se combattuta lei la vuole finire... Io esco con un'altra, ci faccio
l'amore, ma penso a lei (e gliel'ho detto). Lei si vede con un'altro (mi
ha detto stasera) e dopo il bacio profondo che ero convinto avesse lasciato
un segno (e forse l'ha lasciato) lei mi ha detto che si rende conto che
sta pensando anche a lui... Lei dice che lui è solare, divertente, "tutto
l'opposto di me" e che aveva bisogno di uno così ma, non so, non capisco...
Non capisco come si possa far finire una storia così, per quanto mi renda
conto che l'ho portata io alla decisione finale (e mi fa stare troppo
male questo). Conoscendola, sono solo fuochi di paglia, lei non è così,
lei con uno così non ci riuscirebbe a stare (se la conosco abbastanza).
Eppure i suoi occhi non brillavano per me, purtroppo, non brillavano!
Sto male.
Federico
Disgraziatamente non ho sottomano L'ape latina di Giuseppe Fumagalli,
un prezioso manualetto della Hoepli il quale raccoglie un migliaio di
sentenze tratte dalla letteratura latina che ci soccorrono in qualunque
frangente con la saggezza di una delle letterature più complete e fondate
nella storia della civilizzazione occidentale.
Per cui, te lo dico in italiano: ben ti sta.
Caro Federico, non sputare sullo schermo, dopo aver letto la mia sintetica
risposta. So bene quanta pena può suscitare dentro di noi l'essere abbandonati,
e dunque ti spiego per quale motivo le mie parole siano, forse per la
prima volta nella storia della mia posta del cuore, non certo consolatorie.
Da come descrivi te stesso e la tua storia è evidente che per te conta
molto di più il tuo amor proprio che non la persona la quale forse per
la prima volta è riuscita a intaccarlo allontanandosi. D'altra parte sei
proprio tu a scrivere "Mi sono trovato ad amarla come me stesso". That
is the question, come diceva lo zio Bill: Dio sa se sbaglio, ma dal
mio punto di vista, se veramente ci s'innamora, è bene amare una ragazza
più di sé stessi, o almeno illudersi che questo avvenga. Prova
a chiederti perché soffri. Se la risposta al perché soffri, come dici
è "la consapevolezza del fatto che è stata colpa mia", ebbene si tratta
di una sofferenza a sua volta dovuta al tuo eccessivo pensare a te stesso:
ti ferisce che la tua immagine di fronte a lei sia stata intaccata, più
che la sua materiale mancanza. A questo punto fai un altro sforzo, prova
a chiederti, con franchezza, tre cose che ti mancano di lei, pensando
solo a lei, e provando per qualche minuto a dimenticare te stesso. Sarà
un buon esercizio, e non del tutto fine a sé stesso. Lei probabilmente
non tornerà, o almeno sarebbe giusto così, ma questa cosa ti farà essere
un uomo più adulto e attento agli altri e attento soprattutto a considerare
che ogni donna è diversa dalle altre. La facilità nel sedurre non
dovrebbe essere una spinta al consumismo sentimentale. Un consiglio: qualche
mese di astinenza e magari qualche buona lettura (es. L'idiota
di Dostoevskij). La tua sofferenza prima o poi passerà, vedrai, e passandoci
attraverso senza sfuggirle con espedienti quali un "bacio profondo"
o una scopata con una donna che per certo non ami, divverrai un uomo più
adulto e più amabile. Ora devo salutarti, perché Kirsten
si spazientisce, e ha ragione lei. Fatti vivo. Za'
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