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I cuori infranti
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Mi
scrive Valentina, dal Centro Italia, portando qualche goccia d'inchiostro
fra il bianco e il nero dei nostri freddi monitor.
Da circa cinque mesi mi
sono pazzamente innamorata di un ragazzo. Dal primo istante che l'ho visto
non ho più potuto fare a meno di lui. Siamo amici, usciamo spesso
in gruppo, ma lui non sospetta niente, almeno credo. Il punto è
che ha una storia con una ragazza che sta in Germania. In questo momento
è a casa sua da una settimana, riparte domani, e io sto malissimo
perché lui in questi giorni non si è fatto ovviamente sentire
[...]. In questi giorni sai cos'ho fatto per stare un po' meglio? Gli
ho scritto una lettera in cui gli espongo tutti i miei sentimenti nei
suoi confronti: il problema è che non so se dargliela. Probabilmente
non se lo aspetta, lo imbarazzerebbe sapere ciò che provo per lui
[...]. Non desidero altro che stargli accanto, capire le sue inquietudini,
gioire o piangere con lui a seconda delle circostanze. Senza di lui la
mia vita non ha senso, mi sta cambiando tantissimo. Mi sta rendendo una
persona migliore. Ma al pensiero di lei mi blocco, mi dico che non avrebbe
senso fargli sapere tutto ciò. Mi sento una sciocca. Cosa posso
fare? Tu che dici: gliela do la la lettera? A quando vuoi, Valentina
Cara Valentina,
Mi sento molto solidale e in confidenza con te. È così raro in
questi amari tempi che qualcuno decida di usare carta e penna per esternare
il proprio desiderio nei confronti di qualcun altro. È piuttosto raro
del resto che si adoperino carta e penna in qualunque caso, comprimendo
magari un bel flusso di pensieri nel nodoso circuito integrato di un telefono
portatile. E capisco il desiderio di dargliela, perché una lettera
scritta e non data rappresenta un ingombro, un relitto fra le nostre carte
di cui sarebbe meglio liberarsi. Allo stesso tempo, forse è meglio
di no: proprio per la sua rarità, consegnare una lettera può
essere un gesto brutale e mettere in imbarazzo chi la riceve. Direi che
la situazione è acerba, visto che il desiderio, per il momento, mi
sembra svilupparsi a senso unico, perlomeno secondo quello che mi racconti.
Nel tuo caso, insomma, la consegna di una lettera a lui sarebbe un'intromissione
in un rapporto che apparentemente, se pure a distanza, funziona: c'è
il rischio che una volta data la lettera tu abbia a pentirtene e finisca
per sentirti un'intrusa, anziché ricambiata. La situazione che stai
vivendo ti costringe un po' all'ombra, all'immobilità, e da questo
nasce la tua lettera, un gesto privato per dare sfogo a qualcosa che di
sfoghi ne ha pochi altri. Direi che ti rispondi da sola, insomma: meglio
tenersi questo desiderio cercando di non farne un'ossessione e magari riporre
le tue attenzioni e le tue lettere nei confronti di qualcuno che sia nella
condizione di ricambiarle apertamente e in pieno. Sguardi, sussurri, baci
e carezze sono un passaggio obbligato dell'innamoramento, e nessuna lettera
può funzionare da scorciatoia.
Con affetto, sincero
Fra' |