Francesco Zardo – I cuori infranti 

18.12.2003

 

C'è posta per lui!  

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I cuori infranti

Mi scrive Valentina, dal Centro Italia, portando qualche goccia d'inchiostro fra il bianco e il nero dei nostri freddi monitor.

Da circa cinque mesi mi sono pazzamente innamorata di un ragazzo. Dal primo istante che l'ho visto non ho più potuto fare a meno di lui. Siamo amici, usciamo spesso in gruppo, ma lui non sospetta niente, almeno credo. Il punto è che ha una storia con una ragazza che sta in Germania. In questo momento è a casa sua da una settimana, riparte domani, e io sto malissimo perché lui in questi giorni non si è fatto ovviamente sentire [...]. In questi giorni sai cos'ho fatto per stare un po' meglio? Gli ho scritto una lettera in cui gli espongo tutti i miei sentimenti nei suoi confronti: il problema è che non so se dargliela. Probabilmente non se lo aspetta, lo imbarazzerebbe sapere ciò che provo per lui [...]. Non desidero altro che stargli accanto, capire le sue inquietudini, gioire o piangere con lui a seconda delle circostanze. Senza di lui la mia vita non ha senso, mi sta cambiando tantissimo. Mi sta rendendo una persona migliore. Ma al pensiero di lei mi blocco, mi dico che non avrebbe senso fargli sapere tutto ciò. Mi sento una sciocca. Cosa posso fare? Tu che dici: gliela do la la lettera? A quando vuoi, Valentina


Cara Valentina,
Mi sento molto solidale e in confidenza con te. È così raro in questi amari tempi che qualcuno decida di usare carta e penna per esternare il proprio desiderio nei confronti di qualcun altro. È piuttosto raro del resto che si adoperino carta e penna in qualunque caso, comprimendo magari un bel flusso di pensieri nel nodoso circuito integrato di un telefono portatile. E capisco il desiderio di dargliela, perché una lettera scritta e non data rappresenta un ingombro, un relitto fra le nostre carte di cui sarebbe meglio liberarsi. Allo stesso tempo, forse è meglio di no: proprio per la sua rarità, consegnare una lettera può essere un gesto brutale e mettere in imbarazzo chi la riceve. Direi che la situazione è acerba, visto che il desiderio, per il momento, mi sembra svilupparsi a senso unico, perlomeno secondo quello che mi racconti. Nel tuo caso, insomma, la consegna di una lettera a lui sarebbe un'intromissione in un rapporto che apparentemente, se pure a distanza, funziona: c'è il rischio che una volta data la lettera tu abbia a pentirtene e finisca per sentirti un'intrusa, anziché ricambiata. La situazione che stai vivendo ti costringe un po' all'ombra, all'immobilità, e da questo nasce la tua lettera, un gesto privato per dare sfogo a qualcosa che di sfoghi ne ha pochi altri. Direi che ti rispondi da sola, insomma: meglio tenersi questo desiderio cercando di non farne un'ossessione e magari riporre le tue attenzioni e le tue lettere nei confronti di qualcuno che sia nella condizione di ricambiarle apertamente e in pieno. Sguardi, sussurri, baci e carezze sono un passaggio obbligato dell'innamoramento, e nessuna lettera può funzionare da scorciatoia.
Con affetto, sincero
Fra'