Francesco Zardo Buone maniere
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10.3.2004
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Za', il saggio | ||
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In quanti, mi chiedo, ritengono che io sia uno scavezzacollo
dedito solo a sedurre attrici hollywoodiane e ad alimentare la mia fama
di pecora nera del circuito Atp? Eh? Temo siano in pochi a coltivare quest'idea;
temo anzi di essere l'unico ad auspicare un'immagine tanto gloriosa (il
tennista villoso sciupafemmine che non si allena ma ha talento e vince,
tipo Guillermo Vilas) di me stesso. Al contrario ci dev'essere qualcuno
che addirittura mi ritiene, in qualche misura, saggio. Caro Za', mi scrive lei, 1. Come rispondere a un autore che manda un manoscritto appassionatamente banale e sofferto se: a) la tua casa editrice non ha linea editoriale; b) la tua casa editrice pubblica anche mondezza d'autore? 2. Come convincere un uomo maturo e sensibile che tu non sei la sua donna ideale dato che non sei né sensibile né matura e c'hai pure due figli e neppure un po' di tempo per rispondere ai messaggini amorosi? 3. Come rispondere da una segreteria di un club musicale alla domanda «che musica fanno gli Shrimp Damp?» (o qualsiasi nome di gruppi mai coperti)? 4. Come chiedere un aumento di stipendio senza sembrare un vampiro? 5. Come procacciarsi del tempo libero? 6. Come convincere il tuo uomo che non ti piacciono le maniglie dell'amore? Un bacio, La Avete visto? Altro che tennista gaudente, qua mi ci vuole la Treccani e sette giorni di ricerche per soddisfare le richieste di Laura. Invece mi tocca sistemare tutto in orario d'ufficio. Vado con ordine, vediamo che succede. Risposta 1. Qui non ho bisogno della Treccani, mi basta l'esperienza di scrittore per lunghi anni inedito a soddisfare la domanda: "Come rispondere". Direi in maniera diretta: la verità è sempre la soluzione più educata anche se può far male. Non dimentichiamo che chi spedisce un manoscritto richiede sempre, in modo più o meno implicito, un giudizio su quello che ha spedito. Dunque non sarà fuori luogo darglielo, questo giudizio. "Caro scrittore suggerirei pertanto il suo manoscritto è appassionato e sofferto ma banale. Per questa ragione non ci interessa: la nostra casa editrice è del resto priva di una linea editoriale e, nel dubbio, prediligiamo pubblicare mondezza d'autore". È la risposta più educata che mi venga in mente: lo scrittore ci rimarrà male, vi manderà accidenti e anatemi, ma non insisterà presso di voi con le sue banalità. Ne approfitto per ricordare che la pubblicazione, se qualcuno persegue davvero delle intenzioni letterarie, è un incidente, più spesso che un punto d'arrivo. 2. Qualcuno ti manda Sms amorosi? Sarebbe più lecito risponderti nella mia rubrica I cuori infranti dove più di una volta mi sono impegnato nello scardinare la convinzione che la parola amore possa pretendere di passare per un Nokia o un Motorola senza perdere gran parte del suo carico emotivo e semantico. Ma se un uomo maturo e sensibile perde tempo a mandarti Sms, chiamiamoli così, provocatori, egli non è né maturo né sensibile: non rispondergli, si convincerà da solo che è meglio lasciar perdere. D'altro canto, lo dici tu stessa: non hai tempo per un uomo maturo e sensibile (meglio un tennista sregolato, che sbarca a Roma per tre giorni all'anno in occasione degli Internazionali, cioè, ricordo a tutti, fra poco, viene sbattuto fuori al primo turno da uno spagnolo qualsiasi e ha il tempo per portarti a cena fuori e i soldi per pagare lui. E di solito non ha il telefonino). 3. Gli Shrimp Damp? Mah: rispondi che gli Shrimp Damp fanno, genericamente, musica pop e se puoi dimettiti dalla segreteria del club musicale: se dici che hai poco tempo, gli Shrimp Damp e la musica pop mi sembrano uno dei dieci modi meno indicati per sprecarlo. 4. Un aumento? Non c'è modo. L'unico modo di ottenere un aumento di stipendio è comportarsi da vampiri, ma su queste faccende ciascun datore di lavoro è sordo come un pipistrello. Scusa, i pipistrelli sono ciechi, non sordi: comunque è lo stesso, di questi amari tempi chiedere un aumento mi sembra che porti difficilmente a ottenerlo. Visto però che di buone maniere si parla, ci tengo a rammentare solo una regola: mai, dico mai, chiedendo qualcosa, giustificare la richiesta dichiarando l'uso che ne faremo o per quale motivo ne abbiamo bisogno. Chi paga ha orrore dei bisogni dei suoi dipendenti, te ne sarai resa conto più di una volta. Devi pagare la bolletta? Affaracci tuoi, e mi sembra anche plausibile come risposta. Soluzione? Non chiedere l'aumento: se nel posto dove lavori non è aumentato il tuo carico di lavoro non ne hai diritto. Se il carico di lavoro è aumentato non ne hai diritto comunque. La soluzione è generale, l'hanno trovata in passato Castro, Lenin, Mao e forse ante litteram lo stesso Pugaciov: proprietà comune dei mezzi di produzione. Soluzione particolare? Stai lontana dall'aglio, dai crocefissi, dalla luce del giorno: rovina la pelle. 5. Tempo libero? Scusa ora devo concludere, ho un impegno di lavoro... 6. Il tuo uomo ha messo su pancia? Be', cambia uomo, vedrai che si convincerà. O ti convincerai tu che tra i mali di un uomo ce ne sono di peggiori. Oppure, meno drasticamente fagli vedere un articolo di Alberoni con foto e quando ha finito di leggerlo chiedigli se intende ridursi così, o fare un po' di addominali. Ora ti saluto. Scusa se ti ho scritto così in ritardo, ma capirai, coi Roland Garros imminenti... Tanti baci dal vecchio Za' |
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